La rivoluzione sindacale parte dal portale

Dobbiamo ammetterlo. Si è creato un profondo divario tra le nuove generazioni e il sindacato. E non possiamo nasconderci che di questo allontanamento non possono essere incolpati i giovani, assolvendo noi stessi: sarebbe uno sbaglio gravissimo. Quanti sono gli iscritti sotto i 35 anni? Quanto sono coinvolti nelle dinamiche di un sindacato che ha perso il polso dei millennials, ha snobbato i social, ha continuato a rappresentare se stesso e la realtà in un modo che andava bene al massimo 20 anni fa? Chi ha letto Bauman, non dico tra le nuove generazioni ma anche tra quelle precedenti? Eppure nei suoi scritti, nelle sue intuizioni c’era molto materiale necessario a fare dei sindacati un nuovo centro di idee solide, capaci non solo di porre un freno al liberismo, ma anche di sostituirsi alla mancanza ideologica dei partiti, tornati oggi a essere il luogo dello scambio, del trasformismo, così come lo aveva descritto Gramsci nei Quaderni dal Carcere, parlando delle gravi crisi del finire dell’800, ma con parole che possono perfettamente essere lette come descrizione dell’attuale degrado parlamentare. Delle nuove generazioni abbiamo un disperato bisogno. Prima di tutto perché lavoratori giovani sono il segnale di una volontà e di una possibilità di uscire dalle problematiche occupazionali e dal disorientamento imprenditoriale che oggi creano un ambiente tossico di cui risente tutta l’economia italiana. E poi perché nuove forze, intese come forze portatrici di pensiero e di idee, possono spingere i sindacati in posizioni più coraggiose, più radicali, lasciandosi dietro quell’odore stantio fatto di uffici tristi, di ministerializzazione della difesa dei diritti, di routine dismessa. Lavorare sui giovani diventa una priorità irrinunciabile. Cosa sanno i ragazzi in età di liceo dei sindacati? Dati alla mano molto poco, forse perché dei sindacati sentono parlare in famiglia e dalla tv, ma il loro orizzonte di conoscenza è il web, i social, la radio. E quanto sindacato c’è in questi tre pilastri della loro quotidianità? E visto che si parla di liceali, quanto la scuola è davvero capace di trasmettere ai ragazzi in tema di sindacato? C’è molto lavoro da fare, e noi di Uil dobbiamo saper muoverci con lungimiranza e con attenzione, per costruire una nuova fiducia con le classi under 35. Per questo il portale Terzo Millennio è una novità straordinaria: esso riporta la partecipazione al centro del discorso, ma lo fa con il linguaggio e la tecnologia di oggi, con le modalità di aggregazione che sono naturali per chi è nato digitale. Per le nuove generazioni Terzo Millennio deve essere, perché può esserlo, la palestra del confronto dialettico, dello spirito di iniziativa, della creatività applicata ai grandi temi di oggi. E al tempo stesso deve essere il luogo dove capire il funzionamento di un Sindacato, la Uil, che ha sempre cercato di smarcarsi dal solito, dal già visto, per creare nuove occasioni di dialogo e confronto. La piattaforma Terzo Millennio è perfettamente in linea con questo spirito ma anche con la contemporaneità, e vuole raccogliere tutte le generazioni attorno a un progetto capace di scardinare totalmente le logiche centripete, portando la capacità di esprimere idee e soluzioni al massimo grado di libertà e di partecipazione.